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La villa di Diomede è uno dei monumenti più celebri di Pompei, eppure non è mai stata oggetto di un studio archeologico di ampia portata. L’obiettivo del progetto è quello di integrare metodologie innovative, derivanti sia dalle scienze umane sia dalle scienze “esatte”, al fine di indagare questo importante edificio e di metterne in evidenza i caratteri di eccezionalità, a loro volta legati a numerosi aspetti specifici.

In primo luogo, la villa è uno dei primi edifici scavati a Pompei (1771-1775) e, proprio per questa ragione, uno di quelli descritti e rappresentati con maggiore frequenza negli archivi degli architetti e dei viaggiatori nel corso del XIX secolo.
In secondo luogo, l’edificio rappresenta uno dei più estesi cantieri di costruzione a Pompei, organizzato su tre livelli all’esterno del perimetro urbano, su una superficie di 3500 m2.
In terzo luogo, il suo stato di conservazione è anch’esso eccezionale, giacché in numerosi vani del livello inferiore sono visibili ancora oggi le pitture originali dei soffitti.

 

Presentazione video di progetto Villa di Diomede :

 

 Metodi

Un modello fotogrammetrico in 3D

Vista area della villa effettuata con un drone -Iconem
Vista area della villa effettuata con un drone -Iconem
Modello fotogrammetrico in 3D
Modello fotogrammetrico in 3D

Modello fotogrammetrico in 3D ottenuto in tre fasi di lavoro: 1) modello fotogrammetrico; 2) modello grezzo, senza texture fotografica; 3) proiezione sul modello di un’immagine di archivio datata al 1810 circa, con una pianta realizzata dall’architetto François Mazois.
Il punto di partenza di questa analisi è una nuova metodologia sviluppata da un gruppo di informatici dell’equipe Willow (UMR 8548, ENS-Inria-CNRS) in collaborazione con la società Iconem e il Centro di ricerca comune Inria-Microsoft Research, che permette la costruzione automatica di un modello fotogrammetrico 3D e il suo allineamento con le immagini degli archivi. Due campagne esplorative condotte nella villa nell’aprile 2012 e nel marzo 2014 hanno avuto come risultato la copertura integrale dell’edificio, grazie all’utilizzo innovativo di un drone per sorvolare la villa e i suoi dintorni.

 

Integrazione di archivi grafici e fotografici nel modello 3D

Lo stesso muro nel 2012 e nel 1810 (disegno di F. Mazois)
Lo stesso muro nel 2012 e nel 1810 (disegno di F. Mazois)

Oltre ad essere una delle prime scoperte avvenute a Pompei, la villa è anche uno degli edifici più frequentemente rappresentati dagli architetti e dai viaggiatori nel corso del XIX secolo. Fino ad oggi sono stati riuniti quasi 350 documenti provenienti da differenti collezioni pubbliche e private. Questi documenti testimoniano lo stato originario delle pitture murali, che sono oggi molto deteriorate, quando non del tutto scomparse. Integrate nel modello 3D, le pitture rendono possibile una visita virtuale della villa al momento della scoperta; viene così materializzata la sua graduale evoluzione, rivelando gli effetti dell’erosione e gli interventi di restauro. Questo metodo ha già rivelato la sua efficacia in un lavoro preliminare effettuato sulla Casa di Championnet a Pompei, condotto dall’equipe (2007-2012).

Archeologia del cantiere di costruzione della villa

Stato di conservazione di uno dei muri della villa negli anni 1790-1800
Stato di conservazione di uno dei muri della villa negli anni 1790-1800

Uno studio dettagliato di tutte le murature della villa permette di ottenere una cronologia relativa dell’edificio, insieme con un’analisi delle pitture parietali e dei pavimenti a mosaico. Mettendo in evidenza le porzioni ricostruite della villa, sarà possibile comprendere la storia dell’edificio nel lungo periodo, di identificarne le differenti fasi di costruzione e di visualizzarle nel modello 3D. L’interesse di un tale studio è quello di poter analizzare per la prima volta nel dettaglio un grande cantiere di costruzione privato a Pompei, essendo stati indagati fino ad oggi solamente dei cantieri pubblici legati alla costruzione di templi.

 

Caratterizzazione dei materiali da costruzione e analisi strutturale

Muratura in scapoli di tufo vulcanico
Muratura in scapoli di tufo vulcanico

Muratura in scapoli di tufo vulcanico. Porzione di muro probabilmente ricostruita in seguito a un evento sismico.
Una delle caratteristiche della villa è quella di essere stata parzialmente ricostruita successivamente al violento terremoto che ha devastato la città di Pompei 17 anni prima dell’eruzione finale del 79 d.C. La collaborazione con geologi e ingegneri strutturali ne farà un laboratorio privilegiato per indagare i saperi e le tecniche utilizzate dai costruttori antichi per far fronte al rischio sismico. Tema, quest’ultimo, relativamente poco sviluppato nella storia dell’architettura romana e che costituisce il fulcro dell’ANR RECAP, dove viene considerato rispetto all’intero insediamento di Pompei.

 

 Una storia differente del “Grand Tour” e del turismo a Pompei

Esempio dei graffiti lasciati dai viaggiatori sulle murature della villa.
Esempio dei graffiti lasciati dai viaggiatori sulle murature della villa.

Alcuni celebri autori, come François-René de Chateaubriand o Théophile Gautier, hanno descritto la villa nelle loro opere. È possibile studiare, all’interno della villa stessa, questa memoria testuale: numerosi graffiti, incisi dai viaggiatori fin dalla fine del XVIII secolo, sono presenti sulle murature degli ambienti più belli. Queste testimonianze permettono di identificare alcune importanti figure del Grand Tour (come Jean Abraham André II Poupart de Neuflize, Nicolas Suchelet o il Conte di Cavour) e di ricostruire con precisione i “flussi turistici” in relazione alle diverse nazionalità rappresentate, lungo tutto il XIX secolo.

 

 Obiettivi

Visita del Giardino da parte di Carolina Bonaparte e Gioacchino Murat
Visita del Giardino da parte di Carolina Bonaparte e Gioacchino Murat

Questo progetto potrebbe avere un impatto scientifico e patrimoniale importante per il sito di Pompei, una delle aree archeologiche più visitate al mondo, con due milioni di visitatori all’anno. Per la prima volta nella storia di Pompei sarà prodotto un modello virtuale in 3D delle differenti fasi di costruzione dell’edificio e del suo stato di conservazione al momento della distruzione provocata dal Vesuvio nel 79 d.C.

Integrazione della vista di H. Wilkins (1819) nel modello 3D
Integrazione della vista di H. Wilkins (1819) nel modello 3D

Inoltre, il progetto permetterà di valorizzare differenti oggetti del patrimonio e di metterli in relazione fra loro: i resti conservati e i fondi d’archivio disseminati in diverse collezioni (Museo archeologico di Napoli, Bibliothèque nationale de France, Royal Institute of British Architects, ecc.). Al di la di questo specifico caso, il programma favorirà lo sviluppo di nuove tecnologie per lo studio del patrimonio archeologico, come l’applicazione dell’informatica all’analisi dell’edilizia, e si presterà all’organizzazione di stage di formazione universitaria.

 

 Risultati

I prodotti della ricerca si propongono differenti finalità. Per la comunità scientifica proporremo un volume collettivo interamente consacrato a questo eccezionale complesso, considerato come un laboratorio esempldiare per l’analisi di una villa marittima aristocratica a Pompei. Ciascuno degli specialisti coinvolti nel progetto sarà responsabile di un capitolo.
Per il grande pubblico i risultati saranno presentati sul sito web attraverso restituzioni digitali e interattive della villa grazie all’inserimento virtuale delle pitture e dei mosaici che sono scomparsi o che sono stati spostati per essere conservati in altri luoghi (Reggia di Portici, Museo archeologico di Napoli, Museo del Louvre). Un plastico ottenuto con una stampante 3D ricostituirà la villa al momento della sua scoperta.

 Piano di lavoro

2014

  • Campagna di lavoro nella villa (60 giorni): stratigrafia muraria, studio dei pavimenti e delle pitture murarie.
  • Studio dei pavimenti della villa conservati nella Reggia di Portici e nel Museo archeologico di Napoli.
  • Catalogo degli archivi grafici e fotografici.
  • Copertura a infrarossi dei graffiti moderni.

2015

  • Campagna di lavoro nella villa (60 giorni): stratigrafia muraria, studio dei pavimenti e delle pitture murarie.
  • Completamento del modello 3D della villa con l’integrazione della documentazione d’archivio.

2016

  • Campagna di lavoro nella villa (30 giorni): stratigrafia muraria, studio dei pavimenti e delle pitture murarie.
  • Completamento del modello 3D della villa con l’integrazione dei dati dello studio archeologico e l’evidenziazione delle differenti fasi della villa.

2017

  • Completamento della monografia collettiva.
  • Completamento del modello 3D finale della villa e disseminazione dei risultati.

 

 Riferimenti bibliografici :

  • Hélène Dessales, Jean Ponce, Clothilde Boust, Guilhem Chapelin, Mathilde Carrive, Julien Cavero, Arnaud Coutelas, Rita Deiana, Marco Di Ludovico, Giuseppina De Martino, Julien Dubouloz, Éloïse Letellier-Taillefer, Anne Maigret, Gaetano Manfredi, Frédérique Marchand-Beaulieu, Andrea Milanese, Claudio Modena, Florence Monier, Ambre d’Harcourt-Péron, Alban-Brice Pimpaud, Andrea Prota, Enzo Rizzo, Amedeo Rossi, Alfonso Santoriello, Agnès Tricoche e Maria Rosa Valluzzi, « Pompéi. Villa de Diomède. Campagne d’étude 2015 », Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome, Les cités vésuviennes. Per leggere sul sito cefr.revues.org.
  • Hélène Dessales, Jean Ponce, Mathilde Carrive, Julien Cavero, Julien Dubouloz, Éloïse Letellier, Frédérique Marchand- Beaulieu, Florence Monier, Ambre Péron, Agnès Tricoche e Yves Ubelmann, « Pompéi. Villa de Diomède. Campagne d’étude 2014 », Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome, Les cités vésuviennes. Per leggere sul sito cefr.revues.org.
  • Hélène Dessales, Jean Ponce, Éloïse Letellier, Frédérique Marchand- Beaulieu, Florence Monier, Ambre Péron e Yves Ubelmann, « Pompéi. Villa de Diomède. Campagne d’étude 2013 », Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome, Les cités vésuviennes. Per leggere sul sito cefr.revues.org.
  • Alessandro Mandolesi, Scienze “esatte” per Diomede, Archeo, n°359, gennaio 2015, p. 10-12.
  • Ambre d’Harcourt, «Retour à Pompéi», Histoire, n°405, 2014, p. 28-29.